Ecco perché Google produce tubi

Una serie di tubi con la scritta in sovra impressione Ecco perché google produce tubi devops

Siamo pigri. Anche io lo sono. Le uniche fatiche che sopportiamo sono quelle volte a farci fare ancora meno fatica. Ogni volta che mi metto a fare qualcosa devo prendermi quei 5 minuti per pensare a come fare meno fatica. È meglio se mi alzo, vado in bagno, prendo da bere, e poi mi risiedo… oppure è meglio se mi alzo, prendo da bere, poi mi siedo ed in bagno ci vado dopo? Magari così mi risparmio un giro in bagno. Sai com’è, dopo aver bevuto spesso scappa.

Il problema nasce quando in casa siamo in due, ma il bagno è sempre uno. È un dilemma. Se c’è una festa: tanta gente, bibite a pioggia, un unico bagno e la fila è inevitabile. Il problema delle file è di una noia mortale. Ne sanno qualcosa quelli che hanno visitato la coda all’ingresso del Giappone ad Expo 2015.

Per risolvere le code basterebbe moltiplicare i bagni, o allargare i padiglioni a piacimento. Però non sempre si può fare. Ma mettiamo per un attimo che si possa fare. Chi poi li gestisce? Il sapone bisogna metterlo, gli asciugamani devono essere cambiati e le pulizie devono essere fatte.

Per il sapone, la soluzione più semplice è quella di avere qualcosa simile alla distribuzione dell’acqua: dei tubi, un’unica bocciona di sapone da un capo e tantissime pompette dispenser, una per ogni tubo, dall’altra. Finita una bocciona, si attacca l’altra, e via.

Per l’asciugamano è un po’ più difficile. A me i diffusori ad aria non sono mai piaciuti, asciugano poco e va sempre a finire che ci si usano i pantaloni. Ma diamogli un bel servizio a ‘sta gente: un asciugamano vero. Il vero pigro risolve pure questa con i tubi: arrotolo gli asciugamani puliti, li metto in un caricatore unico posizionato in alto, ed ogni qual volta qualcuno prenderà un asciugamano quello sopra prenderà il posto di quello usato. Un bel sistema di raccolta degli asciugamani in un cesto, sempre per caduta, risolve il problema degli sporchi.

Un po’ di tubi, ma di sicuro una volta messa in piedi la fatica per tenere in piedi tutti questi bagni è minima. Questo perché il tubo è potentissimo. Decidere prima la strada che le cose faranno dopo. Al pigro quadro (un pigro che cerca di non faticare mentre cerca di non faticare) si dovrebbe accendere una lampadina. È tutta questione di tubi: strade decise prima! Questa illuminazione, nata da un sentimento antico (“non ho voglia di…”) prende un valore immenso se consideriamo il tempo. Perché meno fatica faccio, meno aspetto, più tempo risparmio. Per gli appassionati di “il tempo è denaro” quindi, c’è una novità: “il tubo è denaro”.

Se poi il tempo o i soldi che abbiamo a disposizione, quelli sono, il tubo può far la differenza tra il possibile e l’impossibile, tra il dire e il fare.

Come ha fatto Google a cambiare logo, in modo “istantaneo”, in tutti i suoi bagni (chiamati anche servizi)? Ha costruito i tubi giusti, perché Google sa che “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il tubo”. Perché? Se tempo e soldi sono limitati, il tubo giusto si chiama DevOps e può far la differenza tra il possibile e l’impossibile, tra il successo e l’insuccesso, tra Google ed “Informatica Rossi”.

Se vuoi degli esempi di cosa succede senza i tubi giusti, leggi questo articolo.

Attivo nel settore privato dal 2007, nel 2014 Matteo inizia la sua carriera in Netgrid, software house di cui è socio con Simone Camporeale e Federico Tognetti. Matteo ha una formazione tecnica collaudata sul campo riguardo telecomunicazioni, soluzioni cloud, applicazioni web e mobile. Appassionato di fotografia e musica, ritiene che scrivere software sia tra le forme di espressione più complete.