Sensazioni da SEO & LOVE – Verona

Sono sempre stato molto attento al perché delle cose. Da quando lavoro con Federico, ne ho fatto quasi una mania. Tutti possono sporcare un foglio bianco, ma solo partendo da un perché lo puoi effettivamente usare. Questo mi ha insegnato (insieme ad altre cose) il progetto Rust. Constatare dati di fatto è sempre ovvio, fare previsioni per il futuro è un azzardo, vivere nel passato un lusso che quasi mai ci si può permettere. Usare la ragione ha senso solo se siamo alla ricerca di un perché.

Ho sempre vissuto la rete dalla parte del tecnico, del programmatore. Al Seo & Love ho capito che ho sempre vissuto senza un perché della rete. Perché?

Al Seo & Love mi ha consolato capire una cosa: c’é tanta confusione, per tutti. Anche per quelli del settore, anche per alcuni che nel settore sono affermati ed hanno partecipato come relatori. Non voglio parlare di nomi, momenti, frasi. Ma di sensazioni, perché non so cosa c’è nella testa della gente, ma so la sensazione che ho provato.

La sensazione più brutta è stata quella di “sofisticazione”, il famoso fumo senza arrosto, o il business dell’acqua in bottiglia (molto radicato in Italia). Per alcuni la cosa più importante è convincere dell’esistenza di un problema. Google (che viene identificato come l’unico avversario da abbattere) è il male. Campa di pubblicità che toglie visibilità ai contenuti di qualità, è spietato e premia chi sa imbrogliare e non chi produce contenuti di qualità. Sempre per questi alcuni la soluzione è imbrogliare l’imbroglione, capire il più possibile i suoi magheggi, il suo intimo cuore corrotto. L’obiettivo? Essere ancora più corrotti, usare mezzi e mezzucci per ingannare il sistema. Dove sta il perché? Che cosa può spingere verso questa direzione se non l’avidità, o qual si voglia altro sentimento di rivalsa nei confronti della massa. La volontà di emergere a tutti i costi, magari sopra a quegli altri.

La sensazione più bella sono stati “quegli altri”. Innanzi tutto esistono. Esistono “quegli altri”. C’é un seme di umanità nella rete, di spirito di condivisione genuino. Google per loro è un amico, che ti consiglia cosa scrivere, perché le altre persone su internet chiedono, hanno bisogno. Tu puoi dare ad internet (all’umanità) un pezzo di te, di quello che sai, di quello che sei. “Quegli altri” sanno, tanto quanto quelli di prima, come muoversi, ma sono alla ricerca di sorrisi e mani da stringere, non di algoritmi da ingannare, manipolare. “Quegli altri” sanno di valere. Chi ha qualcosa da donare agli altri, non resta mai in un angolo. Non cerca il modo di sfondare. Sfonda. Non cerca il modo per arrivare primo, secondo o terzo. Ci arriva. “Quegli altri” non usano la rete, sono la rete. “Quegli altri” sono il fondamento su cui i primi cercano di costruire i loro castelli di carte.

La mia consolazione più grande è che basta un occhio attento, o un piccolo soffio di vento. Le carte volano, le fondamenta restano. La rivoluzione nel mondo dei motori ricerca soffierà presto. Sarà sia tecnica che umanistica e, quel che più conta, inevitabile perché sostenuta da solide ragioni sociali, di business ed economiche.

La prossima volta, se non ci sei stato, vai al Seo & Love.
A me, ha cambiato il modo di vedere internet.

Attivo nel settore privato dal 2007, nel 2014 Matteo inizia la sua carriera in Netgrid, software house di cui è socio con Simone Camporeale e Federico Tognetti. Matteo ha una formazione tecnica collaudata sul campo riguardo telecomunicazioni, soluzioni cloud, applicazioni web e mobile. Appassionato di fotografia e musica, ritiene che scrivere software sia tra le forme di espressione più complete.